Il paese di Roddino sulla collina visto da Sinio, con le montagne innevate sullo sfondo
Roddino vista da Sinio — foto: Marcello Ferrara · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Chi arriva in Langa di solito ha in testa Barolo, La Morra, Alba. Sinio compare dopo, quasi per caso, magari leggendo l'indirizzo della casa dove dormirà. È un peccato, perché questo paese piccolo, adagiato in una conca fra noccioleti e vigne, racconta bene come si viveva sulle colline prima che il vino diventasse famoso nel mondo. E si gira senza fretta, a piedi, in una mattina.

Mille anni di storia in poche vie

Il primo documento certo che nomina Sinio risale al 1026: è un diploma dell'imperatore Corrado II. Da allora il paese passa sotto gli Aleramici e poi sotto i marchesi Del Carretto, la famiglia che ha lasciato il segno più visibile. Sono loro a volere il castello del Quattrocento, in stile tardogotico, che domina il borgo dall'alto.

La cosa che colpisce di più, però, è la forma del paese. Sinio ha un impianto urbano detto "a scudo": tre vie parallele scendono lungo il pendio e convergono in basso, come le linee di uno stemma. Guardandolo dalla collina di fronte si capisce subito. Camminandoci dentro si nota invece la pendenza, e fra una casa e l'altra si aprono scorci improvvisi sulla valle.

Il panorama e la Strada Romantica

Sinio è una delle undici tappe della Strada Romantica delle Langhe e del Roero, un itinerario di circa 130 chilometri che unisce punti panoramici legati a pagine di letteratura. Ogni tappa ha il suo belvedere, e quello di Sinio guarda verso la frazione Gabutto. È il posto giusto per capire la geografia di questa zona: da una parte le colline più morbide della Bassa Langa, dall'altra i rilievi più alti e boscosi dell'Alta Langa.

Nelle giornate limpide, soprattutto in inverno e dopo un temporale estivo, dietro i crinali compaiono le montagne. Sulla collina di fronte si riconosce Roddino, con le sue case allineate sul filo della cresta. È una vista che cambia molto con le stagioni: verde pieno a maggio, dorata in autunno, spesso nascosta dalla nebbia nelle mattine di novembre.

Nocciole con e senza guscio su fondo bianco
Le nocciole dell'Alta Langa — foto: Simon A. Eugster · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Sentieri fra noccioleti e borgate

Intorno al paese corrono sentieri che seguono in buona parte antiche strade di campagna, quelle usate per secoli per raggiungere i campi e le cascine. Si cammina fra filari di noccioli, qualche vigna, tratti di bosco e piccole borgate isolate, dove spesso l'unico rumore è quello di un trattore lontano. Qui siamo in terra di Nocciola Piemonte IGP, e i noccioleti occupano gran parte dei versanti: fra la fine dell'estate e settembre si vedono i coltivatori al lavoro per la raccolta.

Esistono anche anelli escursionistici che collegano Sinio a Serralunga d'Alba, a 7 chilometri, passando fra vigne e noccioleti. Sono percorsi da mezza giornata, adatti a chi è abituato a camminare in collina: non ci sono grandi dislivelli, ma i saliscendi si sentono. Portate acqua e scarpe con una buona suola, perché dopo la pioggia la terra delle Langhe diventa scivolosa.

Consiglio pratico: partite presto la mattina, quando la luce è radente e il fondovalle ha ancora un velo di nebbia. Nelle ore centrali d'estate i sentieri esposti fra i noccioleti offrono poca ombra.

Vino di Sinio: meglio essere precisi

Sinio confina con la zona del Barolo, ma non fa parte degli undici comuni in cui il Barolo DOCG può essere prodotto. Questa è tradizionalmente terra di Dolcetto, un vino più immediato, da bere a tavola con la cucina di tutti i giorni. Per il Barolo basta spostarsi di pochi minuti: Serralunga è a 12 minuti d'auto, Monforte d'Alba a 18.

Anche la nostra casa, del resto, non è nel borgo. Langhe Ciabot House si trova in Via Borine, lungo la strada che da Sinio sale verso i Tre Cunei, fuori dall'abitato. Per visitare il paese si scende in auto in pochi minuti, oppure a piedi per chi ha voglia di camminare, e al ritorno c'è sempre la colazione in giardino o la sauna ad aspettare.

Quando visitare Sinio

La primavera e l'inizio dell'autunno sono i momenti migliori per camminare: temperature miti, campagna viva, luce lunga. L'estate va bene se si esce presto e si rientra prima di pranzo, mentre le sere in collina restano piacevolmente fresche. In inverno il borgo è silenzioso, e con un po' di fortuna si vede la neve sulle colline intorno. Ogni stagione mostra un Sinio diverso, e nessuna lo rende affollato.

Dormire a Sinio, fuori dal borgo

Le nostre quattro camere sono in Via Borine, sulla strada per i Tre Cunei: il punto giusto per partire a piedi verso i sentieri e tornare con calma.