Il borgo di Barolo e le colline coperte di vigne visti dall'alto
Barolo fra le sue vigne — foto: Mastrocom · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Barolo è un paese piccolo con un nome enorme. Da Sinio si arriva in circa 21 minuti, 16 km di curve fra le colline, e la prima vista dall'alto spiega già molto: il borgo stretto attorno al castello e, tutto intorno, filari che salgono fino ai crinali. Per il paese basta una mattina con calma; il pomeriggio si può salire a La Morra, che da Sinio è a una distanza simile.

Il castello Falletti e il WiMu

Il cuore del paese è il castello Falletti, per secoli legato ai marchesi di Barolo. Oggi ospita il WiMu, il museo del vino ideato da François Confino: 25 sale distribuite su cinque piani. Non è un museo tecnico per addetti ai lavori. Il vino viene raccontato più con le suggestioni che con le schede, e il percorso funziona tanto per chi ne sa poco quanto per chi ha già qualche bottiglia importante in cantina.

Al piano nobile si visitano le sale con gli arredi dei marchesi Carlo Tancredi Falletti e Juliette Colbert, ricordata in Piemonte come Giulia di Barolo. È la parte più silenziosa della visita e aiuta a capire che dietro il nome del vino c'è anche la storia di una famiglia e di una casa.

L'Enoteca Regionale e le regole del Barolo

Nelle cantine del castello si trova l'Enoteca Regionale del Barolo, il posto giusto per un primo assaggio senza dover scegliere subito un produttore. Prima di bere è utile conoscere qualche regola della denominazione. Il Barolo DOCG si fa solo con uve Nebbiolo in purezza e nasce in 11 comuni: tre compresi per intero (Barolo, Castiglione Falletto e Serralunga d'Alba), gli altri solo in parte, fra cui La Morra, Monforte d'Alba e Grinzane Cavour. Prima di arrivare in commercio affina almeno 38 mesi, di cui 18 in legno, che salgono a 62 per la Riserva.

Tradotto in pratica, una bottiglia di Barolo porta sempre con sé qualche anno di attesa, e spesso molti di più. Se ne avete l'occasione, provate a confrontare vini nati in comuni diversi: anche con lo stesso vitigno e le stesse regole, le differenze fra una collina e l'altra si sentono, e accorgersene da soli è la parte più divertente dell'assaggio.

In paese c'è anche il Museo dei cavatappi, una curiosità che piace più di quanto ci si aspetti e che racconta in modo leggero il gesto che precede ogni assaggio.

Piazza Falletti a Barolo con la chiesa dalla facciata rosa
Piazza Falletti a Barolo — foto: Helge Høifødt · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Il borgo a piedi

Usciti dal castello conviene girare il paese senza una meta precisa. Piazza Falletti, con la chiesa dalla facciata rosa, è il punto in cui ci si ritrova; da lì le vie salgono e scendono fra case in mattoni, enoteche e scorci improvvisi sulle vigne. Il borgo è piccolo e nelle ore centrali dei fine settimana di alta stagione si affolla. La mattina presto, invece, sembra un altro paese, e le vie si godono in silenzio.

Consiglio pratico: WiMu ed Enoteca stanno nello stesso castello, quindi conviene visitarli insieme prima di pranzo e lasciare La Morra al pomeriggio, quando la luce radente rende il belvedere più bello. Orari e biglietti cambiano con le stagioni: controllateli sui canali ufficiali del museo. E se c'è chi guida, all'Enoteca assaggi piccoli.

Nel pomeriggio: il belvedere di La Morra

Da Barolo la strada sale verso La Morra, adagiata sul crinale. Il suo belvedere è fra i più ampi della Langa: da lassù le colline del Barolo si leggono come una carta geografica, con i paesi appoggiati sulle creste e le vigne che disegnano le pendenze. Arrivarci verso sera, quando la luce si abbassa, vale il viaggio anche per chi non beve vino.

Fra le vigne delle Brunate, nel territorio di La Morra, si trova una piccola cappella di campagna dipinta a colori vivaci da Sol LeWitt e David Tremlett alla fine degli anni Novanta. Si riconosce anche da lontano, in mezzo ai filari, ed è uno dei soggetti più fotografati della zona. Le modalità di accesso possono cambiare, quindi informatevi prima di andarci.

Se avanza tempo, in zona merita uno sguardo anche Castiglione Falletto, con il suo castello sul crinale. Da La Morra, poi, in poco più di venti minuti si è di nuovo a Sinio. Giusto il tempo di una doccia calda prima di cena.

Barolo di giorno, Sinio la sera

Da casa a Barolo sono 16 km: si parte dopo la colazione in giardino e si rientra con calma, senza traffico e senza parcheggi da cercare.